Venezia, la Serenissima Signora dei mari, conosciuta anche, durante la millenaria esistenza della Repubblica Veneta, come la Dominante, per la sua potenza non solo commerciale ma anche militare. La Serenissima dominò, per secoli, sia domini di mare che di terra influenzando le popolazioni che a lei si assoggettavano e che proprio grazie a questo potevano prosperare e crescere.
Nel Sedicesimo Secolo Venezia era ancora capitale di cultura, arte e bellezza e la sua forza sul mare e sulla terra sempre viva ed energica benché, dopo la scoperta del nuovo mondo, gli equilibri commerciali d’Europa erano notevolmente cambiati. L’apertura di nuove rotte aveva di molto diminuito il potere economico e commerciale della Serenissima che vedeva sempre meno navi cariche di beni importanti giungere nei propri porti. Di fatto portoghesi e spagnoli stavano aumentando la loro influenza sul nuovo mondo superando Venezia in importazioni di beni essenziali ma anche di lusso (come diremmo oggi). Ma il Sedicesimo Secolo trovava comunque una Venezia ancora al centro del mondo per bellezza e cultura. Luogo prediletto da pittori, musicisti, letterati e artisti di vario genere, rivaleggiava ancora con città come Vienna e Parigi che, anzi, invidiavano la sua effervescenza e freschezza artistica e culturale.
È in questo secolo che a Venezia (e dove altro altrimenti) nacque la bellissima Veronica Franco, la cortigiana più famosa della storia della Repubblica Veneta ma anche poetessa, letterata, musicista e amante della bellezza nella accezione più alta e poetica del termine. Donna bella, colta e spregiudicata, ma anche estremamente generosa, la cui vita avventurosa ci rammenta che spesso, nonostante le avversità della vita, benché possiamo essere vittime di usi e costumi dei tempi in cui viviamo, vi è sempre la possibilità di andare contro corrente, alzare la testa, uscire dall’anonimato ed essere persone libere. Questa fu Veronica Franco, di cui, umilmente, vi narrerò la storia…

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